di Irene Schumacher
- Danielli, psicologa FSP
Il sonno non-REM è caratterizzato a sua volta da 4 stadi che vanno dall'assopimento (1) al sonno superficiale (2), sino al sonno profondo (3-4). Durante la fase di sonno profondo, il respiro e il battito cardiaco sono regolari, l'attività cerebrale tranquilla, il corpo è rilassato e immobile.
Il
sonno REM è invece caratterizzato da un'intensa attività
cerebrale, simile a quella dello stato di veglia, la respirazione e il
battito cardiaco diventano irregolari, e si rilevano dei rapidi movimenti
oculari. La fase REM è correlata ai sogni.
2)
Il sonno nel bambinoAlla nascita il sonno paradosso (REM) occupa circa il 50% del tempo dedicato al sonno. Questa percentuale si riduce poi molto progressivamente per raggiungere, in età adulta, dal 18% al 25% del tempo di sonno totale, a seconda del soggetto.
Quanto dormono i bébé?
Ci sono considerevoli variazioni nella quantità di sonno necessaria da un bambino all'altro. In generale il fabbisogno di sonno nel lattante può variare tra le 12 e le 20 ore.
Non è utile confrontare il sonno del proprio bambino con quello del bambino defrontare il sonno del proprio bambino con quello del bambino dell'amica o dei vicini: la quantità di sonno necessaria ad ogni persona varia da individuo a individuo, da bambino a bambino.
Evoluzione del sonno nel bambino
Nelle prime settimane di vita il tempo trascorso dormendo è in media di 16/17 ore al giorno in frazioni di 3 ore, suddivise egualmente tra il giorno e la notte. In seguito, il ritmo giorno-notte si instaura progressivamente, in base ad un processo di maturazione cerebrale e il bimbo inizia a trascorrere più tempo sveglio durante il giorno e a dormire più a lungo durante la notte.
É normale che in questa fase della vita di un bimbo si verifichino regolarmente dei risvegli notturni.
Verso i 3-4 mesi il bambino dorme circa 15 ore al giorno, ma con un ritmo diverso, concentrando maggiormente il sonno durante la notte.
In generale, verso i 6 mesi, molti bambini sono in grado di dormire ininterrottamente per 6/7 ore.
Nella seconda metà del primo anno di vita, il bambino è sempre più sveglio durante il giorno, ma gli occorrono ancora due riposini, generalmente uno nel corso del mattino e il secondo subito dopo pranzo.
É importante limitare il riposino pomeridiano. Un eccessivo sonno diurno può creare qualche difficoltà di addormentamento del bambino alla sera o più risvegli durante la notte.
Nel
corso del secondo anno di vita, la maggior parte dei bimbi necessita in
media di 13-14 ore di sonno concentrate principalmente di notte e rimane
un solo riposino nel corso del pomeriggio.
3)
Cosa è utile considerare per favorire un buon sonno?Per favorire lo sviluppo di un senso di sicurezza nel piccolo, sarebbe importante che il bambino dorma sempre nello stesso posto e che si addormenti nello stesso posto in cui si sveglierà.
Per coricarsi in maniera confortevole è importante verificare che il bambino indossi vestiti comodi, e adeguati rispetto al tipo di stagione, che il pannolino sia pulito, che abbia digerito la poppata. É inoltre importante tenere conto della temperatura della camera: la temperatura ideale per dormire è di circa 18 gradi. Oscurità e quiete favoriscono chiaramente la qualità del sonno.
Tenendo conto della fase di sviluppo in cui si trova il vostro bambino, è utile stabilire degli orari regolari per coricarsi e per svegliarsi. Le sieste e i sonnellini pomeridiani non devono essere troppo lunghi, un eccessivo sonno diurno può causare dei problemi nella fase dell?addormentamento o durante la notte.
Evitare di raccontare storie o favole con contenuti spaventosi per il piccolo ed evitare che il bambino veda immagini impressionanti, in particolare nelle ore prima di andare a dormire.
Eliminare il più possibile, già un'ora prima dell'ora di coricarsi, i giochi e le attività troppo eccitanti per il bambino (correre, rincorrersi, saltare, ecc.), così come i rumori eccessivi e preferire delle attività più rilassanti e tranquille.
É
molto importante stabilire dei cerimoniali o routines per andare a nanna.
Il cerimoniale per addormentarsi è molto importante per il bébé:
gli trasmette una sensazione di sicurezza. Consiste in tutte quelle attività
serali che si svolgono sempre nella stessa successione e che terminano,
con la separazione fra il bambino e il genitore, con il chiudere gli occhi
e il dormire. É importante che questo cerimoniale si ripeta in modo
identico ogni sera. Ovviamente, lo stile del papà sarà presumibilmente
diverso da quello della mamma, ogni genitore inventerà il proprio
rituale del sonno, che potrebbe consistere forse nel raccontare una storia,
cantare una canzoncina, ecc.
É importante che il bambino venga deposto nel suo lettino quando è ancora sveglio ed ha gli occhi aperti, affinché impari ad associare il lettino con il dormire e ad addormentarsi da solo. I rituali si sviluppano in modo specifico per ogni famiglia.
Durante la notte può essere di conforto porre nel lettino un oggetto amato particolarmente dal piccolo: il ciuccio, lo straccetto, l'orsetto, ecc.
I problemi legati al sonno possono strapazzare i genitori. Alternarsi con il partner quando si tratta di coricare il piccolo o durante la notte, non solo può aiutare a preservare una buona relazione di coppia, ma è anche molto importante per lo sviluppo del legame affettivo tra il papà e il bambino oltre che per lo sviluppo dell'autonomia del piccolo, che sin dall'inizio non si trova a dipendere da una sola persona.
Può
anche essere utile pensare che i problemi legati alla fase dell?addormentamento
e i risvegli notturni si verificano molto frequentemente e riguardano la
maggior parte dei genitori che hanno dei figli in tenera età, si
tratta di un problema comune, quasi come una tappa obbligata dell'essere
genitore.
4)
Potenziali cause dei disturbi del sonnoI fattori fisici giocano senza dubbio un ruolo determinante nell?insorgenza dei problemi legati al sonno: malattie, crescita dei denti, fame, disagio fisico (temperatura o dolore), allergie, eczemi, prurito, ecc. possono ostacolare un buon sonno.
Anche
i fattori psicologici e relazionali possono influenzare la qualità
del sonno: quando il bambino è sottoposto ad un eccessivo carico
di stress, in caso di cambiamenti significativi nella sua esistenza, come
per esempio l?inizio della scuola dell?infanzia, la nascita di un fratellino
o di una sorellina, un trasloco, separazione o divorzio dei genitori, morte
di un parente stretto, ecc?in tutti questi casi è possibile che
il bambino possa manifestare un suo disagio o difficoltà attraverso
dei disturbi legati al sonno.
Gli incubi sono dei brutti sogni e avvengono durante la fase del sonno REM, in genere nella seconda metà della notte. Sono molto frequenti in età prescolare (dai 3 ai 6 anni) e da soli non possono essere considerati un sintomo di disagio emotivo. In questi casi il conforto dei genitori può essere molto utile: prenderlo in braccio, consolarlo e rassicurare il bambino. In genere il contenuto degli incubi può essere conservato nella memoria e in questi casi è utile che il bambino possa raccontarli: lo aiuta a lasciarli uscire e a rilassarsi.
I terrori notturni (pavor nocturnus)
Si distinguono dagli incubi perché avvengono durante la fase di sonno profondo, in genere nella prima fase della notte. Il pavor viene generalmente annunciato da uno strillo, il bambino ha un'espressione terrorizzata sul viso, ma non è sveglio, anzi è molto difficile svegliarlo. In questi casi è importante evitare di intervenire attivamente e non svegliare il bambino. È più indicato lasciarlo tranquillo, spesso ricade in un sonno quieto e non ne conserva il ricordo. Anche i terrori notturni sono molto frequenti in età prescolastica e in genere non indicano un disagio psicologico.
Il sonnambulismo
Circa
il 15% dei bambini in età compresa tra i 5 e i 10 anni manifesta
questo fenomeno. Alcuni bambini si alzano nel bel mezzo della notte, camminano
in giro per la camera, la casa e aprono eventualmente armadi, finestre
e porte. Di solito si muovono ad occhi aperti, ma non sono coscienti e
non ne conservano alcun ricordo. In questi casi è molto importante
prendere provvedimenti per garantire la sicurezza al bambino (assicurare
finestre per evitare brutte cadute, e porte) anche quando i genitori non
si accorgono.
6)
Basta! Voglio cambiare?
Quando
vi sentite stanchi ed esausti dei vostri continui balletti notturni tra
il vostro letto e quello del vostro bambino, oppure del fatto che dovete
rimanere per un tempo considerevole ogni sera insieme al vostro bambino
per farlo addormentare, oppure non volete più che il vostro bambino,
ormai cresciuto, continui a dormire nel "lettone"? Quando decidete che
volete cambiare queste abitudini, esistono alcuni "trucchi" che, tenendo
conto dell'età del bambino, possono aiutare a risolvere questi
problemi. Innanzitutto, se non avete ancora inventato un rituale serale
per andare a letto (vedi sopra), escogitatene uno.
Inoltre è necessario considerare che il bambino protesterà vivamente di fronte ai vostri interventi. Mettetevi all'opera solo quando vi sentite carichi di energie, perché vostro figlio potrebbe protrarre le sue proteste per giorni o anche per settimane e potrebbe essere molto faticoso sostenere i suoi capricci. Nel corso del cambiamento, è importante che entrambi i genitori siano d'accordo e che entrambi collaborino, anche le altre persone che si occupano del bambino dovrebbero essere informate della vostra iniziativa e aiutarvi a sostenere il vostro progetto. É importante assumere un atteggiamento affettuoso e rassicurante, ma nel contempo fermo e determinato.
Alcuni esempi:
Se il bambino si addormenta nel "lettone" e dorme ancora con i genitori: in un primo momento il genitore può restare a dormire nella cameretta insieme al bambino, mettendo un materasso per terra, in modo che venga data l'idea di una situazione provvisoria.
Se il bambino si sveglia di notte e viene nel lettone, è utile rassicurarlo e consolarlo, ma infine lo riaccompagnerete nel suo letto., è utile rassicurarlo e consolarlo, ma infine lo riaccompagnerete nel suo letto.
Se il bambino ha bisogno della vostra presenza o di stare in vostro contatto per addormentarsi: spiegategli che voi avete deciso che per lui è giunto il momento di imparare ad addormentarsi da solo. Rassicuratelo e fategli una carezza, rimboccategli le coperte con l'intenzione evidente di farlo addormentare e poi lasciate la stanza quando è ancora sveglio. É necessario un atteggiamento deciso che eviti l'eccessiva partecipazione e ogni contatto superfluo. Se continua a piangere aspettate qualche minuto e poi ripete la stessa procedura. Con i bambini al di sopra dei tre anni, le ricompense possono essere utili e incoraggianti.
Se siete interessati ad approfondire gli aspetti che riguardano il tema del sonno, potete partecipare agli incontri pedriatrici.